Maybe English is not my language....

lunedì, agosto 22, 2011

il sole sorge a nord


Alla fine il fatto di essere riuscita ad avere Internet in camera è una pessima cosa.
Come quella di aver un blog.

Due pessime cose del genere non possono andare d'accordo. La prima mi impedisce di andare a dormire ad orari decenti la notte, non illudetevi, purtroppo Facebook non riesce a imporsi nella notte a me.
La seconda mi impone, invece, di scrivere, aggiornare e dire quello che penso, il più coerentemente possibile con il mio pensiero. Problema principale ? Parlo, spesso e volentieri, troppo di me, perché lascio correre le dita. O ancora peggio non ho niente di bello o brutto di cui parlare.. o meglio di cui si possa trattare su un blog.

A Ovada, non c'è niente di minimamente interessante o che meriti un post, nessuno che vada in giro con le tette al vento, le rughe tenute su con un po' di scotch e una chitarra. Nessuno che entri in metropolitana (provate prima ad immaginarla una linea metropolitana a Ovada, credo che sarebbe un po' come la Shuttle), si guardi attorno e si stenda a terra per fare un pisolino per poi rialzarsi ed uscire alla prossima fermata, come se nulla fosse. Nessuno che cammini con tacchi a spillo in pieno centro con un caffè di Starbucks (non abbiamo neanche quello, .. Nik) in mano. ..E potrei andare avanti ore, sino ad abbattere nella mia testa i palazzi di piazza venti, rottamare le auto e mettere al loro posto macchinoni, allargare a dismisura le strade, tutto con la mia fantasia.

Di bello, sì, non posso dimenticarmene, ho gli amici, gli amici di sempre, gli amici che tengo stretti, son arrivata e mi han fatto trovare un album fotografico al cancello, con cui ora ho adornato la parete sopra il mio letto; una torta fantastica con una bandiera americana di zucchero stesa sopra.
Un libro che mi dice di stare tranquilla, un biglietto che mi dice che siam qui, una ricarica che mi dice “Fatti sentire”.

Devo spegnere ancora le candeline ed esprimere un desiderio.

In cinque giorni ho già visto tante delusioni da farmele vomitare, le parole. Però ho imparato a trattenermi, ho imparato, che davvero TE NE DEVI FREGARE nella vita, che per quanto rancore ti possa restare attaccato ai peli della nuca, pur lavandolo via, devi asciugarlo bene, tinteggiarlo.
Che so per certo che il perdono è una cosa, il dimenticare è un'altra.
Odio scrivere queste cose, perché sicuramente qualcuno avrà la bella faccia tosta di darsi così tanta importanza da pensare che sia riferito alla propria persona.
Spiacente per la delusione, è un modo come un altro per trasmettere lezioni.
Che con me, ci giochi una volta, poi sei meno che zero.

(non so assolutamente di chi sia questa foto.)

Penso di aver gran parte delle cose sotto controllo e non vedo l'ora di rivedere, riconoscere e ricominciare a lavorare duramente di nuovo ..il sole sorge a Nord.

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