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mercoledì, maggio 23, 2012

Inspiration from a small city

Stasera per tornare a casa ci ho messo un pochino era presto e avevo voglia di distrarmi un pochino senza rischiare di causare danni, così il percorso sulla statale verso casa mia ci ho impiegato circa il doppio a farlo, con quel cd in macchina che ancora, dopo un anno che gira, nel mio iPod, nella mia macchina ( quando ho la possibilità di guidarla ) , nella mia testa... Son tornata verso casa, cercando di sistemare tutti i pensieri che in processione arrivavano all'"ufficio smistamento" del mio cervello, nessuno ha trovato il cassetto dove essere sistemato tutti sono andati a finire nella sala d'attesa ormai infinita che ho in testa, ricominceranno domani la stessa identica fila che fanno ogni giorno dopo che apro gli occhi. E quelli che riescono a trovare pace lasciano il posto ad altri. E così via...


Amo stare in questa tranquillità, nella mia stanza, con un venticello leggero fuori che preannuncia l'estate tipica di queste zone tra sagre di paese, campi a perdita d'occhio, colline e vigne. Mi domando, come sarebbe tornare per restare e non vedo soluzione, vedo che non avrebbe assolutamente senso, la vita che è cominciata in città sta cominciando a prendere ogni fibra del mio corpo. La frenesia, la fretta, l'affitto, la casa, la stanza, la gente con cui vivi, gli amici , il lavoro, tutto questo ora è come se fosse in pausa , ma è pronto a ricominciare quando il mio aereo atterra e sono sempre quasi pronta.


E gli amici non bastano mai, una pizza tutti assieme, le serate su dai i bricchi, con i piedi fuori dal finestrino a guardare le stelle e la paura di qualche cinghialotto a caricare la macchina, .. le vecchie leggende, le storielle per terrorizzarsi ! Ringrazio di essere cresciuta lontano da ciò in cui vivo adesso. Non mi son persa niente è l'unica conferma che ho da questa vita. Ho vissuto la vita di paese e sto vivendo quella città, e non i uscirei a tornare indietro adesso..


Eppure lo sai , che le montagne, le colline, le serate sparsi da qualche parte, le luci del paese viste dall'alto, le persone di paese e cittadina, le serate al piccolo pub della strada principale, il grande parcheggio di piazza rossa di fronte le scuole medie, le camminate per le vie deserte la notte. Le serate passate a guardare il l'orologio che velocemente scorre. I vecchi che passeggiano, la tua stanza fresca, il tuo armadio che si spalanca con dentro le solite cose, la tua casa, la tua cucina, i libri di tua madre ( i tuoi in camera, quelli di tuo padre in sala ), la cucina, il tavolone delle grandi cene, il compleanno di tua sorella, la tua amica del cuore nell' infanzia di nuovo in casa tua, dopo quasi 10-15 anni, ridere, stare bene...


...Tutte queste cose son sempre li che ti aspettano e fanno in maniera tale da essere apprezzate. I legami li riconosci perché vedi che il tempo non li distrugge e che fa' di tutto per mantenerli vivi e saldi. Non riesco a capacitarmi del fatto che arrivo che non ho tempo per far niente, che forse mi stresso ancora di più, che la settimana si trova ancora più programmata che di quando son all'"altra casa" , ma per diamine se anche questa non è gioia !






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