Maybe English is not my language....

sabato, aprile 30, 2011

Non ha senso.

Penso di aver taciuto abbastanza! (:
Il periodo di sciopero è terminato, si ritorna in carreggiata a sparare le solite stronzate da 19enne complessato in pre partenza per una New York che si è fatta attendere.
Voglio cambiare aria per qualche tempo, non parlo di mesi e mesi, poche settimane mi bastano. Ma intendo non sentirla neanche da lontano la parola Ovada, voglio vedere posti, luoghi, parlare. Tutto quello che pensavo ossia, che le belle persone ci potessero essere al di fuori della mia riservata cerchia di amici, è svanito. Non per tutte certo, ma per un solo numero, quello che mi aveva fatto pareggiare i conti con quello che penso di Ovada sì.
I radicati a Ovada.

Quello che più mi infastidisce è l'ambiguità delle persone. Le cose dette per il gusto di "tenerti a bada". Gente che credevi di conoscere, per lo meno un minimo, di cui ti eri fatta un'idea, che puntualmente ti salta per strada per non passarti davanti o addirittura si nasconde per evitarti. Dai, ma dove siamo? Io avrò tutti i difetti di sto mondo, ma così non mi ci comporto. Sarà che ho una visuale totalmente diversa della situazione meno paesana e più mondana forse, non lo so neanche io. Fatto sta' che mi sto rendendo conto di quello che non ho perso. E mi spiace, si, ma non per me.

Il risvolto positivo della medaglia? Una lunghissima chiacchierata con un'amica all'1 del mattino in giardino. Io chiusa fuori casa, che alzo la cornetta, le voci che si mescolano, si accusano, si scusano, si dicono, si abbracciano. Poi sento e vedo tutto questo che in un piccolo angolo di Ovada mi piace, mi ricorda le persone che conosco, che sto conoscendo, che ogni giorno incontro, quelle belle, che magari si rivelano pessime, ma forse non ho capito niente io. O quelle belle che scopri belle e basta. Io adoro la mia amica le voglio un bene dell'anima. Fa' e pensa cose che io non ritengo giuste a volte e puntualmente provo a smontare. Ma come posso rinunciarvi, quando è lei che mi parla con il cuore in mano e mi fa' aprire come nessun'altra ragazza ha mai fatto?
Scema, perché si fa' mille paranoie. E perché mi fa' venire in mente che ciò che dico e faccio può essere sempre mal interpretato. Io son l'empatica poi eh. Dovrei anche pensarci.Alla fine passare tutto il pomeriggio a parlare è il minimo e ne voglio ancora.
La nottata prima che riesca a scassinare, da brava ladra provetta, la porta di camera mia. Non finisce lì ed altre chiacchiere mi fan spuntare il sorriso, ma anche qualche espressione pensierosa. I minuti trascorrono con piacere, non ho nessun problema a parlare. Il freddo però è esagerato, magari domani è una giornata lavorativa. Buonanotte.
Ma io non posso stare fuori, garage, chiave inglese ed altri attrezzi che non ho mai visto. Mezz'ora la porta si apre, sfinita alle 4 mi butto a letto. Gli ultimi giorni da 5 del mattino. L'ultimo mese. Poi qualcosa si farà.
E in tutto questo trovo ancora il tempo per stare bene con le persone, per far finta di aver passato mesi a conoscerle, piuttosto che pochi giorni. Ma alla fine, se io sto bene. Tanto meglio per me.
Merito.


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