Maybe English is not my language....

mercoledì, aprile 13, 2011

16 facce assurde!

Tutte le giornate così. Una serata prima e la serata dopo.
Lavorare 3 ore al mattino e poi lasciarsi andare la giornata tra una foto e l'altra.
Un treno, Genova, l'allenamento e un altro treno, una serata un pò indefinita.
Essere stanchi da morire.
Ma con la faccia di chi ha fatto e visto!

Uno dei tanti pomeriggi trascorsi a Genova, dovrei venirci più spesso, mi dico, per girarla e vederla meglio. Alla fine non mi son mai spinta più in là di quelle quattro strade principali che conosco. Insomma, non sono mai andata per vicoli e viuzze. E penso che non ci sia niente di meglio che sfruttare questa occasione prossimamente, dato l'arrivo del caldo e della bella stagione. La voglia è quella di prendere Delia, borsa a tracolla e andare dove ti portano i piedini senza limiti di tempo. Senza l'ansia del tornare indietro.
Tranquilla e con me!
Una così bella città a quanto? Mezz'ora d'auto e una 50ina di minuti di treno? Che meraviglia vederla immersa nel sole, mescolarsi con i genovesi per strada, tutta gente che non ti conosce, di conseguenza non ti calcola minimamente. Se non giusto per quel bizzarro abbigliamento che ogni tanto sfoggi, l'anello al naso che luccica al sole. Puoi essere ciò che vuoi il turista che scatta fotografie, l'asociale che gira in cerca di svago, la ragazza che cammina a vuoto prima della lezione di house.
C'è l'imbarazzo della scelta! Il bello delle grandi città è proprio questo, forse, sentirsi in mezzo al niente e al tutto, sentirsi tutti e nessuno. Allo stesso tempo è stare da soli e stare in mezzo alla gente! Non corri il rischio di fare figuracce non salutando qualcuno che conosci, per una svista o per pura voglia di non farlo, non importa. Non devi per forza camminare e curarti delle persone che hai attorno. Accidenti, fa' attenzione alle borsate accidentali che potresti tirare, perché le persone irose si trovano, eccome! Ci son pro e contro, come in tutte le cose, se hai verde al semaforo devi ringraziare se qualche buon cristo ti fa' passare comunque, idem per gli automobilisti. Fan tutti quello che vogliono, nel suo trambusto, lo so è un controsenso, vedo tutto così calmo. C'è fretta, ma sembra più quel genere di fretta che la gente non ha addosso. E' la fretta di chi vuol far vedere che ha fretta e deve fare cose importanti, non di chi ha davvero fretta.
I ragazzi entrano ed escono dai negozi, magari senza comprare niente, ma bazzicano durante il pomeriggio in questa maniera, hanno i loro punti di incontro e solitamente ci son sempre gli stessi soggetti. La lezione tremendamente piacevole, malgrado il disappunto verso la poca collaborazione che hanno i miei arti durante l'esecuzione di alcuni pezzi, ma non mi scoraggio. Non riesco a scoraggiarmi! E se una volta lo facevo, beh, ho imparato un paio di cose da quegli anni. Impegno, voglia e sorriso!
Uscendo dalla palestra, i volantinari son sempre pronti a fermarti per chiederti quale sia l'ultimo libro che tu abbia letto. Ma io mi chiedo son affari vostri? E poi con tutta l'empatia che riesco a trovare in me li guardo e rispondo semplicemente, "Scusami, davvero, perdo il treno".
Già, questa è un pò la Genova che mi è parsa oggi. Mi riprometto di girarla meglio in sti giorni, magari..
Ora un pezzettino di corazon e..

..al prossimo post!

Nessun commento:

Posta un commento