Maybe English is not my language....

giovedì, settembre 15, 2011

Monotonia, ma si riapre la valigia..

Prendo la decisione di non mettere più freni alla mia mente, lasciarla correre lontana ed abbattere ogni barriera.

Mi sento motivata, carica, girare e vedere mi spinge a non fermarmi. Che sia la settimana in vacanza con i tuoi , i tre giorni di stages di danza con la compagna, amica, i tre mesi di vita in un altro paese. Senti che non riusciresti comunque a stare, a rinunciare a vedere, conoscere e parlare. Le persone che trovi affianco a te, spesso per caso, è gente ordinaria con sempre qualcosa da raccontare e da lasciarti addosso. Inconsapevolmente ne prendi ispirazione, ti si presentano nuove idee dal nulla, talmente banali che dici "Perché diamine non ci ho pensato prima?".

Poi torni a Ovada, è un pò come rotolare in maniera violenta nella VERA realtà, perché quelle che crei fuori, sono realtà apparenti, che sembrano vere e durature sul momento in cui le vivi, l'attimo in cui finisci di fare qualcosa è tutto nel passato e potrebbe non sembrarti più così vero. Tornare è sempre bello, ci sono nata, ci sono cresciuta, ma non mi sento mai troppo sicura che sia il paese dove voglio passare i prossimi tempi ..ecco. Magari un giorno ci vivrò, ma sarà perché mi son resa conto che lo voglio e che è la cosa giusta per me.  ..Ma ora non riesco a includercelo tra i miei desideri, non fermarmi e continuare a conoscere la gente ordinaria che gira per il mondo. Prendo esempio da febbraio, una fuga di soli 5 giorni a Londra, che non me l'hanno fatta apprezzare a fondo, lasciandomi esattamente come quando hai sete e prendi una piccola sorsata.. hai più sete di prima.
"London calling" dei The Clash, la sentii in un negozio di abbigliamento vintage in perfetto stile londinese in Mark street a New York, nel momento esatto in cui entri.. Coincidenze ?

Credo nel destino, credo nelle coincidenze. Le ascolto, le seguo e le faccio mie. Parto per Londra. Un paio di settimane e mi trasferisco, fortuna o maledizione che sia non ho legami che mi trattengano ulteriormente qui, se non gli amici di una adolescenza e di una vita. La famiglia. Entrambi corrono in parallelo, vi faccio affidamento e so che ci saranno, son abbastanza egoista da decidere di partire e lasciare tutto per andare a vivere fuori, imparare, ballare, fotografare, parlare e Dio solo sa ( se davvero non siam soli ) quanti altri verbi in are potrò aggiungere.  Mi sento felice!

E...Tentar non nuoce.
Armarsi di positività neanche..

 Non so come sarà la mia vita là, non riesco a immaginarlo.

Ma, di sprecar tempo a farsi domande non se ne parla! 
  

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