Maybe English is not my language....

mercoledì, novembre 30, 2011

Giorno dopo giorno è sempre un giorno in meno;


Di ritorno a casa, alla mia ( da qualche mese ) casa, a Londra. Non riesco a chiamare questo buco casa, ( buco di cui forse riesco a vedere la fine se tutto va' bene )! Tre giorni di OVADA, mi hanno ridotta ad uno straccio possibile ? Già, già. Forse perché son stata talmente poco, che non ho avuto neanche il tempo per godermi tutte le persone che ho visto, che alla fine ho solo “incontrato”.


Ho selezionato tutto e premuto su canc. Riparto da capo prima di cominciare a vedere la seconda parte del film che ho cominciato ieri . Mi sembrava di aver scritto cose poco azzeccate per il periodo di tempo di cui volevo parlare ( quand'è che mi sembra di dire cose azzeccate ? ). Posso parlare del mio arrivo a Genova e della mia partenza ( mi vengono ancora i brividi a riparlarne ).
L'arrivo è stato dei più calorosi, il cuore che batte, le braccia al collo ed una felicità che non sapevo di poter trovare in me. Vorrei rivivere quel momento 10,20,30 volte. Il sentirsi a casa!
Il tragitto è stata la prima cosa per la quale avrei voluto fermare il tempo. I colori autunnali quel sole e il resto. E' stato meraviglioso, come meraviglioso trovare tutte le persone che ho rivisto.

In serata festa nel molarese e di nuovo a vedere persone che da tanto non vedevo, che non sapevo non sapessero sarei tornata, quindi, doppia sorpresa! Abbracciarli tutti e tenerli con me.


Vedere il nipotino, il fratello, la sorella, il padre, la madre, Loli ( (: ) e tutte le altre persone di importanza cosmica. Mi ha lasciato il segno. E forse il fatto di poterle vedere così “facilmente” ed in così poco tempo me le fa' mancare ancora di più ? Può darsi! Anche se forse non ha tanto senso.. Però non è la prima volta che sto così tanto lontana da casa. Forse gioca un ruolo fondamentale la circostanza. Ecco, non ci avevo pensato.



Ripartire ? ( Taglio un po' di periodo dovrei scrivere troppo, includo in questa piccola parentesi un paio di nomi: Paolo, Benedetta, Rhodri, Marco, Armand, . In ordine più o meno cronologico queste son state le parole chiave della mia permanenza qui. Le mie parole chiave. Da soggetti, diventate oggetti. Oggetti perché gli oggetti si possono tenere ovunque. Tirarli fuori dai pensieri e renderli più o meno reali. A darmi consigli e a massacrarmi la testa ed il cuore. 
Tornando a noi.. )
Ripartire è stato strano...
Una strana consapevolezza, gli occhi velati ed un peso di rilevante importanza sul petto. Non so perché forse, davvero, le condizioni rendono il tutto più complicato. Forse c'è davvero qualcosa che non va'. Forse svegliarsi da un sogno in lacrime credendo ed essendo fermamente convinte del fatto che sia morto un tuo caro significa davvero che c'è qualcosa dentro di te, che solo il me può leggere, senza che l'io non se ne renda praticamente conto ( superficialotto e bigotto com'è lui ), mia madre mi ha detto di questa teoria.

Continuerei a scrivere per ore, ma penso di aver detto tutto ciò che di bello ( e lo sto dicendo come piace a te ;) c'era da dire. Le persone che avevo bisogno di vedere le ho più o meno viste tutte, chi più , chi meno. Su quel fronte son ripartita abbastanza tranquilla. Son riuscita a rimanere stupita, come nelle classiche scene da film di vedere il tempo fermarsi e di sentirmi dire “Che ci fai tu qui ? “od a trovarmi a scrivere ad un'amica “Hei, fai un salto all'Ok, lo so che è la sfiga, ma sai com'è! Vorrei salutarti !” e vedermela davanti in tutto il suo splendore ! Prendere un aperitivo mixando un po' di personalità, perché non ho abbastanza tempo per farne uno con i compagni di classe ( i pochi che ancora sopravvivono ) ed uno con le vecchie compagne di danza, stages, sogni (ect.).

Ripartire 70 ore dopo, guardando mia sorella, mio padre e mia madre che mi salutano dietro un vetro, io che prego che non mi pesino la valigia, che prego di trovare casa presto, che prego che tutto giri nel verso giusto, che non perda gli appigli trovati, che che le mia dita mi tirino su il morale che da sollevare con 10 dita non è facile e qui i pollici opponibili non mi servono proprio a niente.

Potessi trovare lo spazio per scrivere tutte le cose che ho sentito, che ho letto, che ho avuto modo di vedere penso che lo farei, però non voglio annoiare. 3 giorni parecchio intensi.




Da Platts Lane con furore !
Ho quella lettera appena al collo, in few months our life!

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